LA DENOMINAZIONE DI AMERICA E IL PRINCIPE UNGHERESE SANT’EMERICO

Gábor Hamza

Resumen: Reflexiones literarias e históricas las que nos remite Gábor Hamza desde Budapest, que ponen en conexión el nombre de América con San Emerico, el príncipe de Hungría.

Palabras clave: América, Amerigo Vespucci, Matthias Ringmann, Martin Waldseemüller, Franz Laubenberger, Albert Ronsin.

   1. È un fatto ben conosciuto che la denominazione del continente americano è fonte di discussioni da molti decenni sia nella disciplina storica che quella geografica. Nella prima metà del secolo XVI il rinomato poeta umanista tedesco dell’epoca, Matthias Ringmann, citava con predilezione che il nome del ʺnuovoʺ continente proveniva da Amerigo Vespucci (Firenze, 1451 ‒ Siviglia, 1512) il quale tra il 1499 e il 1502 viaggiò ben quattro volte al nuovo continente (Novus Continens) e si spinse fino al delta del Rio delle Amazzoni. Vorremmo menzionare che il nome Amerigo è la versione italiana del nome latino Emericus. Amerigo Vespucci fu l’autore dell’opera ʺMundus Novusʺ, ritraente i suoi viaggi ma di valore discusso.
   2. Questa opera fu fonte di ispirazione del rinomato cosmografo di Freiburg im Breisgau, Martin Waldseemüller (1470-1522). Waldseemüller, il quale fu amico di Matthias Ringmann fu d’accordo con l’umanista tedesco che il continente portava il nome del marinaio ed ʺesploratoreʺ Amerigo Vespucci. Nella sua opera ʺCosmographiae Introductioʺ (titolo completo: Cosmographiae introductio cum quibusdam geometriae ac astronomiae principiis ad eam rem necessariis. Insuper quatuor Americi Vespucii navigationes. Universalis Cosmographiae descriptio tam in solido quam plano, eis etiam insertis, quae Ptholomaeo ignota a nuperis reperta sunt), pubblicata nel 1507 in Lotaringia, a St. Dié des Vosges, sulla mappa ritraente il globo indicò per primo il ʺnuovoʺ continente con il nome di ʺAmericaʺ. Dobbiamo tuttavia menzionare che i contorni cioè confini del ʺnuovoʺ continente erano ancora incerti sulla mappa annessa all’opera di Martin Waldseemüller.
   3. La proposta di Matthias Ringmann in questo modo fu accettata dal rinomato cosmografo dell’epoca. Il nome di Amerigo Vespucci si riferisce al nome dell’unico figlio del primo re d’Ungheria (regnum Hungariae), Stefano I detto ʺSantoʺ (1000-1038), promotore della conversione al Cristianesimo del popolo ungherese. Il principe Emerico (in ungherese: Imre, in latino: Emericus o Henricus, in tedesco: Emerich o Heinrich), morì in un’età precoce nel 1031 in un incidente di caccia.
   4. La denominazione ʺAmericaʺ è in armonia con l’usanza dell’epoca di chiamare ufficialmente i continenti con nomi al femminile, così come succede per l’Africa e l’Europa.
   5. Dobbiamo menzionare che secondo altre teorie, oramai considerate giustamente oltrepassate, il nome del ʺnuovoʺ continente (Novus continens) si riferisce a Amalrich. Amalrich, più precisamente i due Amalrich furono re di Gerusalemme nel secolo XII. È altrettanto inverosimile che la denominazione del ʺnuovoʺ continente sia legato al nome della città di Maracaibo, fondata nel 1529.
   6. L’esperto rinomato tedesco, Franz Laubenberger e quello francese, Albert Ronsin (1928-2007), sono d’accordo con il fatto che la denominazione del continente americano sia legata al nome del principe Sant’Emerico (in latino: Emericus dux). Anastasio Vespucci, membro dell’aristocrazia colta di Firenze e segretario della Signoria della città, secondo le teorie più recenti avrebbe battezzato il suo figlio con il nome Amerigo in seguito al culto di Sant’Emerico, molto diffuso nell’Italia medioevale.

Bibliografía

   F. Laubenberger: „Ringmann oder Waldseemüller? Eine kritische Untersuchung über den Urheber des Namens Amerika“. In: Erdkunde, Archiv für Wissenschaftliche Geographie, Band XIII, Lfg. 3, Bonn 1959, S. 163-179.
   A. Ronsin, Découverte et baptème de l’Amérique, Montréal, 1979.
   F. Laubenberger, ʺThe Name of Americaʺ, in Sixteenths Century Journal, 13 (1982), p. 91-113.
   A. Ronsin, La fortune d’un nom : America, baptème de l’Amérique à Saint-Dié-les-Vosges, Éditions Jérôme Millon, Grenoble, 1991.
   Idem, Découverte et baptème de l’Amérique, 2ème édition (réimpression) revue et augmentée, Éditions de l’Est, Nancy, 1992.
   T. Lester, The Fourth Part of the World: The Race to the Ends of the Earth, and the Epic Story of the Map that Gave America Its Name, New York, 2009. [Recibido el 23 de mayo de 2015].


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