PROGETTI DI CODICI DI DIRITTO PRIVATO E LE TRADIZIONI DEL DIRITTO ROMANO

Gábor HAMZA


Resumen: Breve comunicación de Gábor Hamza, catedrático de Derecho romano y de Derecho constitucional en la Universidad Eötvös Loránd de Budapest (Hungría), con reflexiones sobre la codificación en el ámbito del Derecho privado en diversos países de Europa y su matriz romana.

Palabras clave: Iurisprudentia, Scientia iuris, Gottfried Wilhelm Leibniz, Florencio García-Goyena de Ororbia, Nikolaus Beckmann, Codex Gregorianus.

   Nella dottrina (scienza) giuridica (iurisprudentia, scientia iuris) esistono opinioni divergenti opinioni divergenti riguardo all’importanza dei codici di diritto privato rimasti in fase di progetto, cioè non entrati in vigore. Secondo il relatore, il motivo principale di questa situazione è che gli autori, giuristi ungheresi e quelli stranieri legano l’importanza, il “valore” di un codice all’entrata in vigore in seguito alla sua pubblicazione nonché alla sua applicazione nella giurisprudenza cioè prassi giuridica (prassi dei tribunali, delle corti). Lo scopo di questa prolusione inaugurale è di richiamare l’attenzione sul fatto che analizzando i tentativi di codificazione basati sulle tradizioni millenarie del diritto romano sarebbe possibile conferire un valore adeguato ai progetti di codice privato (civile e commerciale) che hanno influenzato e che tutt’ora hanno effetto sulla codificazione europea ed extra-europea. Il relatore ha menzionato anche che questi progetti hanno un valore risentibile anche oltre i confini degli Stati e delle nazioni. Già nella seconda metà del secolo XVII si sono presentate le intenzioni di realizzare una codificazione di dimensione quasi “europea” in base al diritto romano. Nei progetti di codificazione di Nikolaus Beckmann e Gottfried Wilhelm Leibniz essi ritennero loro compito anche la codificazione del diritto privato del Sacro Romano Impero (Sacrum Romanum Imperium, Heiliges Römisches Reich). Nel progetto di Nikolaus Beckmann (novum excultum corpus juris Leopoldinum) e di Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716) la base della codificazione sarebbe stato (sarebbero state) soprattutto il diritto romano (ius Romanum), specialmente le (diverse) tradizioni del diritto romano. Per Leibniz, rinomato per la sua conoscenza enciclopedica e globale, il diritto romano costituiva lo ius commune Europaeum, nonostante egli non utilizzò ancora questo termine tecnico cioè espressione. Il relatore indicò che sarebbe stato più opportuno parlare di ius Romanum medii aevi in relazione alla sopravvivenza (continuità) del diritto romano nel Medioevo (nell’epoca medievale). La codificazione ufficiale è da ritenere una tappa importante nella lunga storia dei tentativi di codificazione, a differenza delle compilazioni di carattere privato, ovvero il Codex Gregorianus e il Codex Hermogenianus, che prepararono la codificazione (compilazione) dell’imperatore Giustiniano I. Bisogna differenziare i progetti di codice dalle opere di carattere scientifico ma aventi lo scopo di sistematizzare il diritto privato (ius privatum) per permettere una successiva codificazione. Occupa una posizione speciale l’opera di Florencio García Goyena (1783-1855), pubblicata in Spagna nel 1851 sotto il titolo Concordancias, motivos y comentarios del Código Civil español, la quale può essere ritenuta la base del Codice civile spagnolo del 1888/1889. Lo stesso si riferisce al progetto pubblicato da Augusto Teixeira de Freitas tra il 1860 e il 1864 (Esboço das Leis Civis) in Brasile, il quale, nonostante non sia entrato in vigore, rimane di importanza cruciale per la giurisprudenza (prassi giuridica) e la scienza (dottrina) del diritto privato in Brasile. L’influenza dei progetti di codice di diritto privato (civile e commerciale) può essere dimostrato sotto molti aspetti. I progetti, come nel caso dei tentative secolari di codificazione in Ungheria, influenzano non solo la dommatica giuridica (dottrina), ma anche il suo sviluppo e la giurisprudenza. Il relatore si riferí ai progetti di vari codici degli Stati Uniti (USA), soprattutto all’opera di straordinaria importanza di David Dudley Field (1805-1894), la quale fu presa in considerazione durante la redazione del progetto di codice civile dello Stato di New York, e la quale si basò in prima linea sulla codificazione (compilazione) giustinianea. Il relatore ha sottolineato che i progetti di David Dudley Field ebbero un impatto significativo sulla giurisprudenza dei tribunali dello Stato di New York e furono presi in considerazione anche dai giudici di altri Stati-membri degli Stati Uniti d’America. Secondo il relatore, i progetti di codice non entrati in vigore sono (sarebbero) capaci di consolidare l’ordinamento (sistema) giuridico e di aiutare il lavoro dei giudici allo stesso modo dei codici in vigore (quelli aventi vigor legis). I progetti di codice civile nonché di codice di commercio spesso hanno un impatto significativo anche sui lavori di codificazione di altri Stati. Secondo il relatore, questo impatto è rinforzato dal fatto che il testo preso in considerazione è un progetto e non un codice vigente, avente vigor legis, cioè uno strumento giuridico adottato dal legislatore nazionale. Il relatore, come conclusione della sua prolusione inaugurale, ha sottolineato che l’adottazione, ovvero la “ricezione” (receptio) dei progetti di codice in terzi Stati è reso possibile dal fatto che i redattori dei progetti spesso prendono in considerazione anche gli istituti giuridici (in tedesco: Rechtsinstitute) di altri ordinamenti (sistemi) giuridici. Nel secolo XXI rimane tutt’ora importante rispettare le tradizioni del diritto romano durante la “ricezione” internazionale dei progetti di codice di diritto privato (civile e commerciale). [Recibido el 12 de abril de 2014].


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